Indirizzo
Via Mazzini, 27
19032 Lerici (SP)
Telefono
(+39) 0187.969042
E-mail
info [nospambot] castellodilerici.it
Web
http://www.castellodilerici.it/

Caratteristiche e servizi

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IL CASTELLO

C’era una volta un Castello austero ed imponente testimone di un passato prestigioso, a dominare la baia di Lerici, in un luogo di straordinaria bellezza.

Ma era il custode silenzioso ed isolato di un paese che ne aveva quasi dimenticato l’esistenza: nessun dialogo tra il Castello ed il suo contesto, nessuna funzione da assolvere, se non quella di una presenza quasi estranea e forse destinata ad essere solo osservata da lontano, mentre il tempo la consuma.

Poi, come a volte fortunosamente accade, qualcosa si muove. Il Comune di Lerici e la Provincia della Spezia elaborano un progetto articolato per restaurare la struttura, farne una sede museale ed avviare un’attività culturale che abbia nel Castello il suo fulcro. In una parola, per rianimare il Castello.

Così, grazie alla costituzione del Consorzio Castello di Lerici e anche ad un contributo finanziario comunitario, dal 1998 il Castello si apre a una nuova vita: la struttura viene ripristinata, diventa sede del Museo Paleontologico, ospita eventi e iniziative, attira visitatori e studiosi e si riconcilia con il paese di cui ora è cuore pulsante, orgoglio e vanto.

Salire al Castello è già un’esperienza, visitarlo una scoperta, esplorare le terrazze una magia che non lascia indifferenti. Nelle sale si incontrano la solidità della pietra ligure, la storia e la scienza raccontate attraverso fossili e reperti, l’arte e la cultura durante le mostre e gli spettacoli. Poi si esce all’aperto ed improvvisamente appare il Golfo, da ogni lato; ed è allora che la suggestione di un luogo come questo invade il visitatore.

Era davvero doveroso impegnarsi non solo per salvare questo Castello, ma soprattutto per restituirlo a noi tutti, che possiamo oggi dirlo più che mai “vivo”. In questo il Comune di Lerici e la Provincia della Spezia hanno compiuto un’opera indispensabile, sebbene molto faticosa, la cui gestione richiede impegno continuo.

Le parole di chi ha lasciato il suo pensiero e le tracce delle sue emozioni come omaggio al Castello ci inducono a proseguire su questo percorso, per valorizzarlo sempre più.

Questo è il lavoro in cui siamo impegnati, con l’orgoglio di aver restituito alla collettività non solo un edificio, ma un luogo di emozione e di cultura.

IL MUSEO GEOPALEONTOLOGICO

Nel 1987, durante un’escursione- in una nota località costiera del lericino, il compianto Ilario Sirigu allora dodicenne rinvenne alcune piste di impronte fossili impresse su una superficie rocciosa. L’importante scoperta fu subito confermata dalle Università di Roma e di Pisa.

Si trattava di orme fossili attribuite a dinosauri ed altri gruppi rettiliani risalenti a circa 220 milioni di anni fa. Fu ed è tutt’oggi l’evento paleontologico più importante riferibile al territorio spezzino.

Il museo nacque appunto a seguito di questa scoperta. Ma al di là del fatto contingente ci sono idee, materiali e soprattutto una lunga tradizione geo-paleontologica, che affonda le sue radici nel XIX secolo quando lo scienziato spezzino G. Cappellini, uno dei fondatori della geologia in Italia, proprio nei promontori dl Golfo avviava le sue ricerche.

IL CORTILE DEI DINOSAURI

Nel cortile del castello sono ricostruiti tridimensionalmente quattro antichi ambienti con un'età che va da 270 a 190 milioni di anni fa. Si tratta di una selezione di giacimenti italiani che hanno restituito impronte fossili di rettili con particolare riguardo a quelli dove erano presenti i dinosauri. Camminando lungo il sentiero si incontrano quattro isole ordinate dalla più antica che si trova subito sulla sinistra fino alla più giovane che presenta i modelli più spettacolari. Tutti gli animali sono stati ricostruiti a grandezza naturale ad eccezione dei rincosauri dei Monti Pisani. I nomi si riferiscono ad animali conosciuti attraverso scheletri fossili che sono serviti come base per le ricostruzioni, scelti tra quelli che avrebbero potuto lasciare le impronte rinvenute nei vari giacimenti.

LE ORME TRIASSICHE SPEZZINE

La scoperta di orme fossili attribuite a dinosauri e ad altri gruppi rettiliani, risalenti a circa 220 milioni di anni fa, rappresenta l'evento paleontologico più importante riferibile al territorio spezzino.
orme fossili Come introduzione alla storia del territorio vengono esposti i reperti originari di orme e il calco dell'intera superficie di strato, in grandezza naturale, nel quale sono riprodotte tutte le piste individuate. Lo scenario triassico spezzino é stato rappresentato in un diorama dove i principali tipi di rettiliani sono stati ricostruiti in grandezza naturale a partire dalle orme rinvenute nel giacimento. Attualmente si conoscono più di cento impronte distribuite su una mezza dozzina di superfici rocciose tutte appartenenti alla Formazione di Monte Marcello depositatasi circa 230 milioni di anni fa in una piana costiera brulla e piuttosto arida solcata da fiumi a carattere stagionale situata in prossimità della zona Tropicale. Sono state riconosciute le tracce del passaggio di almeno cinque tipi di animali differenti (tre dinosauri e due rettili tecodonti). I nomi indicano gli animali conosciuti attraverso reperti ossei a cui si è fatto riferimento per creare i modelli e sono stati scelti fra quelli che potrebbero aver lasciato un determinato tipo di impronta.

COLLEZIONE TANFI SANTOLI

collezione tanfi santoli
Il percorso espositivo del Museo si completa con la presentazione di significativi fossili di piante ed insetti, che illustrano importanti fasi della colonizzazione delle terre emerse. Dalle antiche foreste del Carbonifero alla nascita dei fiori in piena era dei dinosauri, fino alla messa in posto della flora moderna. collezione tanfi santoli Particolare enfasi viene posta sulle resine fossili, ambre e copali, per l’importanza che hanno assunto fin dall’antichità nella storia dell’uomo. L’esposizione chiude con caratteristici reperti fossili di anfibi e rettili acquatici, semiacquatici e terrestri. L’evoluzione del territorio spezzino trova il suo naturale complemento in quella del mare che lo bagna: il Mediterraneo, di recente formazione ma con una storia geologica tormentata. L’esposizione di splendidi fossili di Trilobiti, Echinodermi, Ammoniti, Belemniti, Brachiopodi, Pesci, Coralli, Crostacei ed altri gruppi di organismi marini, provenienti dai principali giacimenti fossiliferi mondiali, permette di illustrare le principali tappe che dall’oceano primordiale, attraverso il grande oceano tropicale della Tetide, hanno portato all’origine del Mare Nostrum.

LA RETE MUSEALE PANGEA

PANGEA nasce dall'intuizione dei responsabili del Museo di Storia Naturale e del Territorio dell'Università di Pisa, del Museo Geopaleontologico del Castello di Lerici (SP) e del Museo Civico di Rovereto (TN) che, dal 2001, avendo avevano avviato una collaborazione per attività di ricerca paleontologica internazionale. A questi si aggiunge nel 2004 il neonato Museo dei Fossili e delle Ambre di S. Valentino in Abruzzo Citeriore (PE).

L'efficacia delle azioni proposte, derivate dall'operare in partenariato, ha spinto i quattro Musei a elaborare un’ipotesi di strutturazione permanente delle attività che ha portato, nel mese di Aprile 2005, alla nascita della Rete Muesale di Musei Naturalistici Italiani "PANGEA".

È dal Novembre 2007 l'adesione alle attività della Rete PANGEA del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. Il corpus delle iniziative e dei progetti realizzati, o in corso di sviluppo, può essere così sintetizzato: spedizioni paleontologiche internazionali, formazioni di tecnici, diffusione della cultura scientifica, sperimentazione ed applicazione di tecnologie innovative nella ricerca, mostre ed eventi.

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