Indirizzo
Via Chiusa
91027 Nubia Paceco (TP)
Telefono
(+39) 0923.867061
(+39) 320.6635818
E-mail
museodelsale [nospambot] virgilio.it
Web
http://www.museodelsale.it/

Caratteristiche e servizi

OK per bambini/ragazzi di 6 - 15 anni di età

Museo del sale
Grazie ad un percorso guidato, gli ospiti del museo ripercorrono le tappe e le vicende di una storia lunga secoli e secoli.
Visitare questi luoghi permette di scoprire le armonie di un territorio, che unisce mare e terra. Inoltre, l’escursione aiuta a comprendere l’alto valore culturale di un’antica operosità, ancora attuale, che è quella della salicoltura.
Dopo la visita al museo, è possibile passeggiare nelle saline circostanti. Tra i canali che dividono le varie vasche delle saline, i visitatori passeggiano immersi in un atmosfera suggestiva e ricca di colori.

Il museo del sale, in contrada Nubia, comune di Paceco (TP), nasce per volontà del suo proprietario, Alberto Culcasi, grazie ai finanziamenti dell'azienda provinciale per il turismo di Trapani e del comune di Paceco e con la collaborazione delle facoltà di Lettere e Architettura dell'Università di Palermo. Inserito nella guida ufficiale dell'Unione europea dedicata ai musei del Mediterraneo, è posto lungo l'itinerario denominato la Via del Sale, un progetto turistico-culturale nato con l'intento di valorizzare quel particolare ambiente umido che caratterizza con le saline e i mulini la zona costiera della Sicilia occidentale. Posto all'interno di un baglio, un'antica fattoria-fortezza del Seicento adibita alla molitura del sale, con il grande mulino a vento annesso, il museo raccoglie e conserva gli antichi strumenti di lavoro dei salinari e tante vecchie foto in bianco e nero, testimonianza di un lavoro che con i tempi si è anch'esso adeguato alle nuove tecnologie. Museo del saleAl suo interno tra le mura di pietra, i pavimento in cotto e le antiche porte dipinte, è possibile ammirare in esposizione reperti originali accompagnati da numerose schede ricche di informazioni e pannelli di ricostruzione per fasi del ciclo lavorativo: i vecchi ruzzoli per compattare il fondo delle saline, i cattedri ovvero le ceste per trasportare il sale, le pale di legno dei mulini (ntinni), la spira o vite d'Archimede per aspirare l'acqua della vasca detta "fridda", i listelli di legno (tagghia) per misurare il sale, i sacchi di iuta, il carro-botte che attaccato al mulo faceva la spola tra una vasca e l'altra per dissetare i salinari, la pesante macina che consentiva di raffinare il sale, le reti e le nasse, dal momento che nelle vasche delle saline si allevano pesci pregiati come le orate e le spigole. Arnesi di lavoro oggi in disuso e che ora costituiscono un relitto di archeologia industriale.

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