Indirizzo
Percorso Monte Cofano
91015 Custonaci (TP)
Telefono
(+39) 0923.976711
E-mail
aziendaforeste [nospambot] regione.sicilia.it
Web
http://www.parks.it/riserva.monte.cofano/par.php

Caratteristiche e servizi

OK per bambini/ragazzi di 3 - 15 anni di età

Monte Cofano è un promontorio formatosi per il sollevamento di imponenti depositi calcarei marini nel periodo del Triassico: i numerosi fossili di animali che hanno contribuito a costituire l'impalcatura di questa montagna alta 659 m s.l.m. La natura calcarea del monte determina tutta la sua morfologia: le guglie rocciose delle aree più elevate, i ripidi muraglioni costieri, le pendici meridionali che, sbrecciandosi, danno origine ad una spessa coltre di sedimenti che si accumula alla base del monte formando i cosiddetti ambienti di breccia.

Pochi elementi sembrano testimoniare la presenza dell’uomo, il paesaggio appare deserto e desolato ma, chi arriva sin qui è subito compensato da uno splendido mare incontaminato, nelle cui acque la leggenda racconta che Enea ed i suoi compagni, profughi Troiani, si sfidassero in gare di nuoto tra la costa ed uno scoglio antistante (lo Scialandro), poco lontano dal massiccio del Cofano. Un visitatore attento e curioso però non si lascia prendere dalla prima impressione e si accorge delle numerose orme lasciate dall’uomo nel passato, che si inseguono per tutto il litorale sul quale s’innalza una maestosa torre di guardia. Le notizie storiche sull’area della riserva non sono numerose, poiché non sono state approfondite le ricerche effettuate tra la fine dell’Ottocento, gli inizi del Novecento e negli anni ‘80. Questi luoghi comunque devono essere stati abitati sin dal Paleolitico Superiore (12.000 a.C. circa) ed è probabile che quello che è stato detto per lo sviluppo della vita umana nella grotta dell’Uzzo, allo Zingaro, possa essere ripetuto anche per gli insediamenti di Monte Cofano. Si potrebbe anche ipotizzare l’influenza dagli Elimi, insediati nei dintorni, ma le tracce evidenti, che sono state individuate sul pendio settentrionale del Cofano, sono frammenti di ceramica databili dal V sec. a.C. al V-VI sec. d.C., oltre ai resti murari punico-romani. Chi avesse voglia ed interesse di arrampicarsi sul monte, a mezza costa troverà una grande cisterna per la raccolta delle piogge, alla quale si arriva da scalini delimitati da pareti intonacate; sul fianco opposto invece, potrà osservare un muro, forse parte della fortificazione di un insediamento, ma di questi edifici ancora non ci sono notizie certe. Emergenze paesaggistiche Grotta di Monte Cofano I: di particolare interesse speleologico. Forra del Cipollazzo: suggestiva forra torrentizia in contrada Cipollazzo. Pozza presso Baglio Cofano: alla base del versante sud-orientale di Monte Cofano, all’altezza di 247 m s.l.m.. Torre di avvistamento: sul versante orientale del monte. Calazza: tratto di costa sul versante orientale (golfo del Cofano) nello spazio antistante la torre, con tracce di un probabile stabilimento per la lavorazione del pesce. Il promontorio di Monte Cofano, che s’innalza sul golfo omonimo, dominandolo, appare a chi giunge da Castelluzzo selvaggio ed aspro, come lo spazio che lo circonda. Al primo sguardo, l’impressione che se ne ricava è di desolazione: terreno brullo, scarse sterpaglie, ampia distesa interrotta solo da spuntoni di roccia, mancanza di riparo dalla calura, che qui talvolta può essere insopportabile. A dispetto delle apparenze, questo è uno dei rari posti della Sicilia in cui il mare è incontaminato e consente lo sviluppo del trottoir a vermetus, un “marciapiede” organico, costruito da molluschi marini, indicatore di qualità delle acque. Doppiata la Punta del Saraceno, sul versante settentrionale, il monte si affaccia sul Golfo di Bonagia e si presenta con un aspetto totalmente diverso: le pareti aspre, movimentate e ripidissime incombono sugli accumuli di detriti alla base del monte, creando deliziose calette riparate dove l’acqua è cristallina. Numerosi sono i tesori naturalistici del Cofano che ospita parecchie specie botaniche rare ed esclusive, come sono alcune specie della ricca fauna locale, adattata alla natura aspra e arida dei luoghi: la coturnice di Sicilia e l’aquila di Bonelli, uccelli a rischio d’estinzione. Tra le finalità dell’istituzione della riserva c’è la salvaguardia di formazioni geologiche, anche sotterranee (carsismo), di cui è ricco il territorio di Custonaci. Famosa è la Grotta di Scurati, abitata sin dall’epoca neolitica: nel periodo natalizio vi si allestisce un presepe vivente, dove sono riproposti i mestieri tradizionali del luogo. Torre di avvistamento Si erge isolata sul litorale roccioso a Calazza Cofano, a pochi passi dal mare. Con la sua presenza, caratterizza quel lembo di costa che conserva ancora uno spazio poco antropizzato: poche e sporadiche sono le rustiche costruzioni nel circondario, immerse tra fichidindia, mandorli e quel poco di verde concentrato, in piccoli sprazzi, ai piedi del Monte Cofano. Edificata probabilmente nel XVI sec., la Torre è citata dal Camilliani (ingegnere e architetto di edifici civili e militari, vissuto tra il XVI e il XVII sec.) come torre accomodata per la guardia di una tonnara detta di Cofano. La costruzione ha la pianta a forma quadrata stellare, con torrettine triangolari sporgenti dalle pareti ed un ingresso a piano terra, probabilmente aperto in tempi successivi alla costruzione originaria. Le dimensioni dell’edificio fanno ipotizzare che gli interessi economici, dovuti alla pesca del tonno e all’agricoltura del luogo, fossero tanto congrui da dover essere ben difesi. Le torri, anche se apparentemente isolate, fanno parte di un sistema di difesa che ha avuto una funzione fondamentale nei terribili momenti delle incursioni piratesche: comunicavano con segni convenzionali, luminosi (fuoco, specchi) l’arrivo dei “turchi”.

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